Olimpiadi Milano Cortina 2026. Le Olimpiadi delle menzogne
Lettera ai media di Luigi Casanova, Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia
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"Il dibattito in corso sulle prossime strutture che ospiteranno le Olimpiadi merita una riflessione approfondita. Thomas Bach, il presidente del CIO, ha appena affermato che la pista di bob a Cortina è compatibile con gli impegni presi nel dossier di candidatura, anche nei costi. Forse dimentica che la pista doveva essere un restauro e la previsione sui costi portava a 48 milioni. Dimentica anche che solo fino a pochi mesi fa il CIO invitava la Fondazione Milano Cortina 2026 a evitare sprechi e tenere le gare dove esistevano impianti già funzionanti. Oggi ci troviamo in presenza di un progetto di demolizione dell’esistente, della costruzione di un nuovo impianto con i costi che avvicinano i 100 milioni di euro. Thomas Bach sta tracciando il percorso olimpico all’interno di contorsioni contraddittorie.

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha sempre sostenuto (e sta scritto nel dossier) che il 92% delle opere olimpiche Milano Cortina 2026 è esistente. Ed invece non solo si rifà la pista di bob, ma di nuovo avremo i trampolini del salto a Predazzo, le piste dello sci di fondo a Tesero, la pista di pattinaggio di velocità a Baselga di Pinè, le piste del curling di Cortina e Cembra. Come nuovi avremo i villaggi olimpici di Cortina e di Milano, di Predazzo, oltre ad altre opere di contorno allo sci alpino. Per le sole strutture nuove è prevista la spesa di 370 milioni di euro. Le Olimpiadi ci sono sempre state descritte come le prime a costo zero. Oggi, tra stanziamenti statali e regionali – provinciali, e opere aggiunte ci aggiriamo attorno ai tre miliardi di euro di spese preventivate. Bach, Malagò e i Presidenti delle Regioni spieghino questa deriva. [...]


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