Il documentario Chemical Bros. che verrà proiettato martedì 6 dicembre nella Rassegna Cinema e Ambiente, è un'indagine sulle terribili conseguenze che i giacimenti di fluorite, la produzione e l’utilizzo del fluoro a livello industriale hanno causato sull’ambiente e sulla salute delle persone. Dalle miniere di Silius in Sardegna ha inizio un viaggio che tocca diversi territori e  che si conclude nel Veneto, in provincia di Vicenza, in un'area contaminata da PFAS.



 


Ma cosa sono i PFAS?

I PFAS (PerFluorinated Alkylated Substances), sono composti chimici che contengono almeno un atomo di carbonio completamente fluorurato. Si tratta di una famiglia che raggruppa decine di composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo. Sono utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

Le loro proprietà e caratteristiche chimiche hanno però conseguenze negative sull’ambiente e a causa della loro persistenza e mobilità, questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative negli ecosistemi e negli organismi viventi. I Pfas sono molecole di difficile eliminazione da parte dell’organismo e perciò tendono ad accumularsi nel sangue e nei tessuti corporei. Inquinare l’acqua significa contaminare tutto ciò che vi è connesso: verdura, frutta, carne, pesce e ogni altro genere alimentare.

I PFAS nel Veneto

Il caso dei Pfas trovati nelle acque venete è consensualmente definito come uno dei più grandi disastri ambientali della storia d’Europa per quanto riguarda l’inquinamento dell’acqua. Una catastrofe ecologica che coinvolge le province di Vicenza, Verona e Padova, interessando direttamente 350 mila cittadini, cifra tuttavia destinata ad aumentare fino a circa 800 mila, data l’impossibilità di arginare l’acqua nelle falde più profonde. Nel 2013, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto (Arpav) ha individuato come fonte principale del rilascio delle sostanze perfluoroalchiliche lo stabilimento chimico Miteni S.p.a., situato a Trissino, nel vicentino. L’azienda sorge sopra la zona di ricarica della seconda falda acquifera più grande d’Europa. Si tratta pertanto di un territorio vulnerabile dal punto di vista ambientale e che non avrebbe dovuto ospitare un polo industriale di tali dimensioni, come sancito (a posteriori) dal Bollettino ufficiale della regione Veneto n. 35 del 7/4/2017.

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I PFAS sono Interferenti endocrini

I PFAS sono riconosciuti a livello medico come interferenti endocrini, in grado quindi di alterare tutti i processi dell’organismo che coinvolgono gli ormoni, responsabili dello sviluppo; del comportamento; della fertilità e di altre funzioni cellulari essenziali.
La presenza di PFAS nell’acqua potabile di 4 province venete ha modificato la mortalità degli utenti degli acquedotti inquinati, aumentando del 20 per cento la mortalità generale, a causa soprattutto dei decessi per infarto e accidenti cerebrovascolari. È aumentata anche la mortalità per Alzheimer nelle donne (24%) per tumore al testicolo
(80% a Lonigo), tumore al rene (34% negli uomini), diabete (48% negli uomini).

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