UNA GIORNATA ALLE FONTANE BIANCHE

E’ domenica mattina all’info point delle Fontane Bianche a Sernaglia della Battaglia (TV), ci si arriva dalla stada provinciale 34, percorrendo una strada sterrata che per 500 metri si snoda tra campi e alberi, come la campagna di una volta, come era la campagna della pianura padana, fino agli anni 60. Prima di arrivare al parcheggio si passa vicino al Mulin Vecio in Val, dove arrivava la Roja, un canale realizzato dai benedettini dell’abbazia di Vidor, uno dei canali artificiali che portava l’acqua ai mulini della bassa … poi la nuova agricoltura, quella che allora veniva chiamata "rivoluzione verde", ha cambiato tutto, ha tolto tutto quello che non era considerato utile alla produzione: alberi, siepi, fossi e stagni. La parola d’ordine era "quantità, efficienza".

Da uno studio recente effettuato dalla Lipu è stato constatato che «le campagne sono diventate silenziose»: in 20 anni, dal 2000 al 2020, nella pianura padana abbiamo perso il 46% delle specie di uccelli. E con loro gli insetti, i mammiferi, gli anfibi etc… Mi chiedo, cosa vedranno i nostri nipoti tra dieci-vent’anni?

Ecco perché le Fontane Bianche sono così importanti, uniche, perché come poche altre zone protette o difficilmente accessibili dall’uomo, sono degli scrigni di biodiversità. Qui la vita c’è ancora, si può sentire, si può vedere.

Si possono ancora vedere le gallinelle d’acqua che scivolano veloci sull’acqua, i germani, il martin pescatore, gli aironi che passano lenti sopra di noi, con quel volo così regale, li stiamo a guardare fino a che spariscono alla vista. Se siamo fortunati, magari alla mattina presto, possiamo vedere un capriolo o un cervo passare furtivo in una radura.

Legambiente Sernaglia gestisce i 35 ettari dell’Oasi Fontane Bianche dal 1990 su concessione dal Demanio e in collaborazione con il Comune di Sernaglia. Ormai sono 32 anni, un grazie a chi per tanti anni si è dedicato a proteggere questo angolo di terra, subito a ridosso della Piave.

Si tratta di un bosco planiziale, così era più o meno tutta la campagna una volta, con pioppi, salici, frassini, ontani, gigli e orchidee nei prati. Ora molte specie non autoctone invadono la vegetazione, bisogna tenerle sotto controllo, come il Falso Indaco (Amorpha Fruticosa) e Il Caprifoglio Giapponese (Lonicera Japonica).

Qui quello che fa la differenza è l’acqua, perché dove c’è acqua c’è vita. L’acqua è abbastanza pulita come dicono le analisi commissionate dal Comune di Sernaglia che le tiene monitorate, con la presenza di una ricca ittiofauna, trote, spinarelli, lampreda padana, che qui trovano rifugio soprattutto nella fase riproduttiva, e poi rane e tritoni negli stagni. L’acqua è trasparente perché è in gran parte di risorgiva, in vari punti si vede che esce dal terreno argilloso, dove viene filtrata, per questo tradizionalmente a Fontane è stato aggiunto l’appellativo Bianche. Ha una temperatura costante di circa 12°, estate e inverno, tanto che alla mattina presto soprattutto d’inverno, a causa della differenza tra temperatura dell’acqua e temperatura esterna, si alza una nebbiolina che nasconde le cose, gli alberi, il cielo e tutto è ancora più magico se nel silenzio senti il frusciare delle ali di un uccello e il suono, come una musica, dell’acqua che scorre tra i sassi. L’acqua ha un livello costante indipendentemente dalla Piave, che scorre vicino e che essendo di formazione carsica cambia continuamente la sua portata e il suo corso. Quest’estate però l’acqua è calata molto anche qui nell’Oasi, con la siccità le falde si sono abbassate, speriamo che l’inverno sia più normale.

Quando siamo qui all’info point, di solito in 3 o 4 volontari, spesso in compagnia delle ragazze della casa alloggio di Soligo, salutiamo i visitatori, ce ne sono sempre di nuovi, anche stranieri, diamo un po’ di spiegazioni e soprattutto qualche raccomandazione, attenzione è un’area delicata, ricca di fauna selvatica, si deve restare nei sentieri, ci sono delle aree per fare picnic con amici e famiglia ma bisogna portare a casa i rifiuti e cercare di non fare troppo rumore. Ci fa piacere parlare con le persone, molti ci ringraziano, capiscono bene come è importante proteggere aree di questo tipo, ma i visitatori sono davvero tanti.

Sempre più persone sentono il bisogno di stare nella natura, per ritrovare qualcosa, un’energia che la natura ci dà. Noi calcoliamo almeno 15-20.000 visitatori l’anno, in gran parte nel periodo primavera-estate e soprattutto nel weekend. Anche oggi domenica mattina il parcheggio è già pieno e le macchine parcheggiano lungo la strada sterrata, a fianco dei campi coltivati, giustamente i proprietari si lamentano. Con il Comune stiamo discutendo per trovare delle soluzioni alternative.

Molti vengono in bicicletta a farsi un giro, soprattutto negli ultimi anni con l’avvento della bici elettrica, le biciclette sono aumentate molto, troppo. Siamo ciclisti anche noi e consideriamo la bici come un’alternativa che fa bene alla salute e all’ambiente, ma nelle aree protette le bici possono essere un problema. Tanto che abbiamo dovuto vietare l’ingresso alle bici in tutta l’Oasi e spesso ci troviamo a discutere con chi vorrebbe entrare; molti capiscono il problema, se spieghi le vere motivazioni, altri non capiscono il divieto e faticano a digerirlo, molti purtroppo entrano nell’oasi con la bici a dispetto dei divieti.

Ma non c’è altra strada che parlare con le persone altrimenti i divieti suonano male, abbiamo anche messo dei pannelli cercando di spiegare perché ci sono una serie di regole da seguire; se vogliamo mantenere integro questo angolo di biodiversità, dobbiamo darci dei limiti:

“Ogni angolo di natura rappresenta un piccolo o grande ecosistema dove noi dobbiamo considerarci ospiti. Questi ambienti sono la casa di tanti animali selvatici e per questo dobbiamo limitare ogni forma di disturbo nei loro confronti”.

Tanti cani, sempre di più, lo sappiamo, gli animali da compagnia sono sempre più presenti nelle nostre case, anch’io ho due cani e quando posso li porto a fare un giro. Ma qui i cani vanno tenuti al guinzaglio, lo ripetiamo a tutti i visitatori con cani al seguito, gli animali selvatici sentono la loro presenza e li considerano un pericolo, soprattutto nella fase di riproduzione. I visitatori devono tenerli al guinzaglio, non farli uscire dai sentieri e raccogliere le deiezioni.

L’area richiede una manutenzione costante, bisogna tagliare l’erba lungo i sentieri, togliere i rami o gli alberi che cadono nei sentieri; non interveniamo all’interno del bosco che va lasciato così, non è un parco di città, in un bosco gli alberi che cadono diventano cibo per altre specie, rifugio per altri animali, humus per la terra, i tronchi secchi ancora in piedi sono il rifugio del picchio che ogni tanto senti tamburellare sulla corteccia. Lavoro da fare ce n’è tanto e un giorno alla settimana, tutti i mesi, tutto l’anno, un gruppo di volontari si dedica a fare manutenzione e mantenere l’area accogliente per i tanti visitatori.

Quando è possibile ospitiamo per un lungo periodo dei volontari stranieri con il progetto SVE (European Solidarity Corps). Di qua sono passati in tanti, dalla Spagna, Francia, Turchia, Portogallo, Ucraina, Estonia, Armenia, adesso la burocrazia ci sta complicando la vita, speriamo di trovare una soluzione per accogliere ancora ragazzi da tutta Europa che portano una ventata di freschezza, di novità, che ci danno una mano nell’oasi e con i quali si stabilisce un rapporto anche negli anni successivi.

Tutte le estati organizziamo il campo di volontariato di prossimità con la presenza di giovani che per una settimana lavorano al nostro fianco per interventi straordinari all’interno dell’oasi.

Durante la festa degli Alberi coinvolgiamo le scuole (IC di Sernaglia, IS Casagrande e IS Cerletti) ed i Comuni di Sernaglia e Moriago, per piantare alberi, che, come sappiamo, sono fondamentali per assorbire la CO2, come ci insegna Stefano Mancuso. Anzi Mancuso dice che se vogliamo salvare il pianeta dobbiamo piantare 1.000 miliardi di alberi entro il 2030, ce la faremo? Ma gli alberi servono soprattutto a ricreare gli habitat per tanti animali selvatici, per salvare il fragile ecosistema di cui anche noi facciamo parte, quello che ci dà la vita.

Ecco, questo e tanto altro sono Le Fontane Bianche a Sernaglia della Battaglia, e se qualcuno desidera dedicare ai nostri progetti ambientali una parte del proprio tempo libero, scriva a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., saremo felici di accogliervi nella nostra “famiglia”.  Inoltre, la nostra presidente Marcella potrà organizzare una visita guidata all’Oasi Naturalistica grazie alla collaborazione di un gruppo di guide ambientali certificate. Ma mi raccomando, se verrete a visitare le Fontane Bianche fate piano, entrate in punta di piedi, spegnete i cellulari, ascoltate il vostro respiro, il rumore dell’acqua, le voci del bosco.

E poi godetevi lo spettacolo della natura come dovrebbe essere, come vogliamo torni ad essere anche nelle colline, in pianura, dove viviamo tutti i giorni, si può fare.

La natura vi ringrazia.


Renzo Vudafieri - Legambiente Sernaglia