CONDIVIDIAMO IL COMUNICATO DI ARCI ITALIA ( fonte: www.arci.it )

Alfredo Cospito è un militante anarchico di 55 anni, chiuso nel carcere di Bancali, a Sassari, che il 20 ottobre scorso ha iniziato uno sciopero della fame per due motivi: protestare contro l’applicazione nei suoi confronti, a partire dal maggio 2022, dell’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario, che disciplina il “carcere duro” previsto per i mafiosi, e opporsi all’ergastolo ostativo, quello che prevede che non si possa accedere ai benefici penitenziari previsti per tutti gli altri condannati, che pende sulla sua testa dopo l’ultima decisione della Corte di Cassazione.

Cospito contesta i motivi che hanno indotto la giustizia italiana ad applicargli un trattamento riservato fino a quel momento solo ai capi delle organizzazioni mafiose. Cospito è stato condannato per atti di violenza molto gravi che lui stesso ha rivendicato, ma non si considera capo di alcunché.

Il tema è il confine di una detenzione che, scontata in questo modo, rischia di vanificare i principi costituzionali sulla pena e sul carcere. Va ridefinito il sistema di sorveglianza: il 41bis è uno strumento anticostituzionale, contrario alla finalità rieducativa della pena, disumano. Cospito spera che intorno al suo caso si apra una discussione più grande di quella che riguarda il suo caso singolo.

Nella giornata di ieri la dirigente reggente dell’istituto penitenziario ha concesso alla dottoressa di fiducia del detenuto di visitarlo, ma l’ha diffidata dal rilasciare dichiarazioni alla stampa.

In particolare, la diffida riguarda l’emittente bresciana “Radio Onda d’Urto”, che oggi dedica l’intera giornata alla riflessione su questi temi. Anche l’Arci parteciperà alla giornata di informazione e sensibilizzazione, continuando a chiedere al Ministro della Giustizia un intervento che ponga fine allo sciopero della fame iniziato più di tre mesi fa da Alfredo Cospito, che rappresenta una insidia molto grave alle sue condizioni di salute.