Nei giorni scorsi è iniziato nel territorio del comune di Tarzo il taglio, asportazione e sbancamento della vegetazione erbacea ed arbustiva lungo gli argini del canale la Tajada, emissario dei laghi di Revine e Tarzo.
Le sponde dei corsi d’acqua per una profondità di 150 metri dall’acqua sono in ogni caso tutelate con vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera c, del decreto legislativo n.42/2004 e s.m.i.), spesso anche con vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.), con o senza vegetazione (Cons. Stato, Sez. VI, 27 giugno 2014, n. 3264, Cons. Stato, VI, 4 febbraio 2002, n. 657) e necessitano della necessaria autorizzazione paesaggistica ed eventuale “valutazione di incidenza ambientale” rientrando gli argini del canale La tajada nel sito di interesse comunitario (S.I.C.) “Laghi di Revine” (IT3240014).
In questo periodo, marzo , è in corso la nidificazione dell’avifauna selvatica e la distruzione di nidi e qualsiasi attività di disturbo della nidificazione sono vietate.
La fauna selvatica ”è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della collettività nazionale e internazionale” (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) e il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi degli artt. 635 e 544 ter cod. pen.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha affermato (parere n. 28907 del 3 maggio 2019) che qualsiasi intervento di taglio delle specie arboree o di trinciatura e/o potatura della vegetazione dovrebbe essere effettuato con le cautele idonee alla salvaguardia delle specie nidificanti eventualmente presenti, in modo tale da evitare di arrecare loro disturbo nel periodo di riproduzione (febbraio/marzo – luglio). In particolare, il parere tecnico I.S.P.R.A. prot. n. 28907 del 3 maggio 2019 “conferma che nei mesi primaverili e in particolare da marzo a luglio le sponde dei corsi d’acqua rivestono un ruolo fondamentale per la riproduzione dell’avifauna selvatica. Alberi, arbusti e zone inerbite prossime agli alvei sono la sede elettiva per la nidificazione di molte specie ornitiche strettamente legate all’ecosistema ripario, le quali non avrebbero modo di insediarsi altrove se le locali condizioni ambientali venissero alterate. L’abbattimento e la potatura di alberi o siepi, ed ancor più gli sfalci lungo i corsi d’acqua effettuati durante la stagione primaverile con trinciatura a raso della vegetazione di fiumi, torrenti e canali, comportano inevitabilmente la distruzione dei nidi e/o l’uccisione di soggetti giovani non ancora volanti, adulti in cova.
Le sponde del canale, con la vegetazione naturale che le ricopre, costituiscono un habitat trofico per il Nibbio bruno (Milvus migrans), specie inserita in Allegato I della Direttiva Uccelli (147/2009/CE), di cui è stata rilevata e monitorata la nidificazione di una coppia, nel 2021, a pochi km di distanza (Soller).
Si fa presente che il canale la Tajada rientra nel sito di interesse comunitario (S.I.C.) “Laghi di Revine” (IT3240014) e nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,). Sempre in questo periodo è in corso la “migrazione riproduttiva” degli “anfibi” che si dirigono verso l’acqua dei laghi e del canale la Tajada.
Il taglio, asportazione e sbancamento della vegetazione erbacea ed arbustiva lungo gli argini del canale la Tajada e la cantierizzazione dei lavori condotti in questo periodo con ruspe, benne e relativo impatto sul terreno naturale creano un danno allo stesso e un disturbo pesante a carico delle restanti componenti della biodiversità animale e vegetale, tra le quali figurano, in questo periodo, gli anfibi, impegnati nella loro faticosa migrazione riproduttiva verso,l’acqua dei laghi e del canale la Tajada.
Anche in questo caso si fa presente che il canale la Tajada rientra nel sito di interesse comunitario (S.I.C.) “Laghi di Revine” (IT3240014), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora, esecutiva n. D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.
Chiediamo lo STOP alla distruzione degli habitat naturali, nel rispetto della fauna selvatica, degli ecosistemi e della biodiversità.
Lanciamo un appello a tutti i cittadini e le organizzazioni ad unirsi per la tutela di questo inestimabile e "vero" patrimonio dell'umanità.
-Associazione Mamme Revine Lago
-Comitato a difesa Difesa dei Laghi
-Lipu Vittorio Veneto
-Circolo Ecologista Vittoriese
-Comunità Laudato Sì -Follina
-Legambiente Sernaglia