Davvero c’è bisogno di un quarto caseificio? – chiedono gli ambientalisti - Tra l’altro sembra poco adatto anche il luogo scelto, cioè all’entrata della piana, nei pressi della Capanna Genziana e sul piazzale del parcheggio Col Dar, un’area dove esiste un divieto di inedificabilità per la presenza di una servitù idraulica, essendo allo sbocco del lunghissimo Vallone di Vallorch che scende dal monte Pizzoc e in caso di forti piogge convoglia a valle una grande quantità di acqua che scola nella valle del Bech. E poi, il numero di mucche in Cansiglio è tale da necessitare davvero di un quarto caseificio? Oppure la proposta del caseificio è solo una scusa per creare semplicemente un nuovo punto vendita? Ma un punto vendita è ben diverso da un caseificio, ha tutt’altri costi e tutt’altro impatto ambientale. La produzione di latte ha probabilmente raggiunto il massimo che l’altopiano può dare e forse la regione Veneto, tramite il suo ente Veneto Agricoltura, dovrebbe mettere un limite ad ulteriori espansioni non giustificate e mettere più attenzione anche ad altre realtà del Cansiglio che negli ultimi anni sono state trascurate”.

“Perché non investire più risorse per mettere a posto la rete dei molti sentieri naturalistici creati oltre 40 anni fa dal Corpo Forestale dello Stato e che necessitano di maggiore manutenzione? – aggiungono Boato e Gazzola - Una delle lamentele espresse frequentemente da chi percorre la foresta è che spesso la manutenzione e a segnaletica sono carenti. Rimane la perplessità che la costruzione di un nuovo caseificio non sia certo l’intervento più urgente di cui il Cansiglio ha bisogno e la sua proposta dovrebbe essere valutata con grande attenzione anche per i molti nuovi problemi che una ulteriore struttura produttiva potrebbe provocare”.