Fonte: Laghirevinelago.it - 6 ottobre 2023

La storia recente dei laghi di Revine Lago e Tarzo dimostra come il processo di “antropizzazione” del territorio proceda quotidianamente in forma strisciante nonostante la sua qualifica di "area protetta", (prima Sic e poi Zps) e in sfregio alla sua destinazione a Parco naturale.

I segnali sono continui: che si tratti dei fantasiosi progetti di “valorizzazione turistica”, del mancato rispetto della fauna protetta, della mala gestione delle alghe, della mancanza di riconversione delle attività agricole a ridosso delle rive, della presenza di PFAS e di altri inquinanti nelle acque, delle continue deroghe all'uso di barche a motore, dell'organizzazione di concerti ed eventi in area protetta, della proliferazione di parcheggi nelle giornate di punta, della presenza di ecomostri abbandonati, possiamo tutti capire che si va sempre nella direzione contraria alla salvaguardia degli habitat.

Ma soprattutto lo dimostra la mancata istituzione di un Ente di gestione del Parco dei Laghi, mai costituito, e l’esistenza solo sulla carta di un Piano Ambientale dei Laghi svuotato di ogni valenza di conservazione e rinaturalizzazione, e sistematicamente disatteso nelle poche norme esistenti, grazie alle ripetute deroghe concesse a favore di competizioni e attività “sportive".

Tutti gli interventi realizzati fino ad oggi sono sempre stati finalizzati a soddisfare le richieste di un turismo “mordi e fuggi” a discapito della conservazione dell'habitat.

Si è arrivati così all’oggi dove trova spazio solo un tipo di pensiero; basti pensare al cosiddetto Progetto Bof pensato e presentato  sotto la bandiera della "sostenibilità" che è però utilizzata come una classica foglia di fico per coprire intenti e opere che con la conservazione e la rinaturalizzazione degli habitat non hanno nulla a che fare.

A questo punto risulta chiaro ad ogni cittadino che voglia seriamente prendere atto della realtà e che abbia a cuore la difesa e la conservazione dei Laghi, del Territorio e la difesa dei diritti della popolazione, che questo progetto rientra nella consueta politica della “valorizzazione turistica speculativa”, che rappresenta un passo indietro verso la dimensione del "parco giochi” con conseguenze nocive e controproducenti nel lungo periodo. 

E’ un progetto che porta direttamente alla svendita del territorio, come sta accadendo ovunque domini la ”turistizzazione”, da Venezia, a Cortina, al litorale adriatico.

Le alternative esistono e sono l’unica via razionale, seria e utile da sostenere. Sono quelle che si fondano su piani di conservazione degli habitat e della biodiversità, su interventi di rinaturalizzazione, che nel caso dei Laghi significa soprattutto ripristino delle condizioni naturali delle sponde e delle rive, su politiche di compensazione sociali ed economiche che vadano incontro ai diritti e ai bisogni della popolazione residente.

Per questo chiediamo e ci battiamo affinché il Piano Bof  sia SOSTITUITO con un piano di conservazione del bene comune naturale che utilizzi i fondi del PNRR oltre che per la rinaturalizzazione anche per le necessarie compensazioni sociali alla popolazione residente, che significano servizi per la salute pubblica, scuola, trasporti, riconversione delle attività agricole in direzione del biologico e di un biodistretto dei Laghi, secondo lo spirito originario della Legge 394 per i Parchi e le Riserve che è, oggi come ieri, la vera risposta alla crisi sociale e ecologica del territorio.

I Laghi ci chiedono di abbandonare definitivamente la dimensione del parco giochi e di avviare il percorso serio verso un Parco naturale che punti alla rinaturalizzazione e alla biodiversità, e sia utile alla popolazione residente.

Uniamoci per la difesa dei Laghi e per l'istituzione di un vero Parco Naturale opponendosi ad ogni  intervento che vada in direzione opposta.

Associazione Mamme Revine Lago