Segnaliamo la gravità di due recenti episodi di aggressione alla salvaguardia degli ecosistemi naturali ed al valore della conservazione di specie animali in pericolo di scomparsa dai nostri ambienti forestali. In Trentino è stata ritrovata la carcassa dell’orsa F36 (ai primi di settembre ne era stata decretato l’ordine di abbattimento, poi bloccato dal tribunale) e in Austria un bracconiere ha ucciso la lince Sofia, liberata nel marzo scorso nei boschi di Tarvisio nell’ambito del Progetto Lince Italia per il rafforzamento della popolazione di linci nelle Alpi sudorientali.  

Qui sotto due articoli tratti dalle pagine online di “il Dolomiti” che presentano i due casi.

Trovata morta l'orsa F36, la Provincia: "Non è stato possibile avanzare ipotesi sulla causa del decesso"
dii Luca Andreazza - Il Dolomiti.it - 28 settembre 2023

L'orsa responsabile dei falsi attacchi nei boschi di Roncone è stata trovata morta. Un plantigrado sul quale pendeva l'ordine di cattura dopo che quello di abbattimento era stato bloccato dal tribunale

E' stata trovata morta F36, l'orsa responsabile dei falsi attacchi nei boschi di Roncone. Un plantigrado sul quale pendeva la cattura da parte della Provincia, mentre l'abbattimento era stato bloccato dal tribunale. La carcassa, spiega la Provincia, è stata rinvenuta nella serata di ieri, mercoledì 27 settembre, in val Bondone, sul territorio comunale di Sella Giudicarie.
"L'accertamento - commenta piazza Dante - é stato effettuato dagli uomini del Corpo forestale Trentino che si sono mossi in seguito all'attivazione del sensore di mortalità di cui é dotato il radiocollare dell'orsa".
Il recupero della carcassa si é svolto nella mattinata di oggi in considerazione delle caratteristiche accidentate del punto di ritrovo. "Come di prassi - conclude la Provincia - la è stata consegnata all'Istituto Zooprofilattico per gli accertamenti del caso. Da un primo esame esterno della carcassa non è stato possibile avanzare ipotesi sulla causa della morte".
L'orsa, accompagnata da un cucciolo, è ritenuta responsabile del caso avvenuto il 30 luglio scorso nei confronti di due escursionisti in località Mandrel nei boschi della val Giudicarie. Una settimana dopo, il 6 agosto, invece il falso attacco nei confronti di una coppia impegnata in un'escursione in località Dos del Gal, sempre sul territorio di Sella Giudicarie.
La Provincia aveva disposto prima la procedura di radiocollarare e monitorare F36, comparsa improvvisamente sulla mappa dei grandi carnivori, e poi l'abbattimento dell'esemplare, entrambe le volte senza comunicazioni rese pubbliche.
E fin da subito si era aperto un contezioso tra la Proincia e le associazioni animaliste sul decreto di rimozione firmato dal presidente Maurizio Fugatti. I dubbi dei giudici (e non sulla cattura, possibilità lasciata operativa) partivano in particolare dal primo caso, quello di luglio. Nelle scorse ore il ritrovamento dell'orsa morta.

"Uccisa in maniera barbara e crudele", il Wwf sulla morte della lince Sofia: "Non sarà il piombo di un criminale a fermare il futuro di questa specie sulle Alpi"
di S.D.P. - Il Dolomiti.it - 6 ottobre 2023

"Non è stato solo ucciso in maniera barbara e crudele un animale protetto, ma qualcuno ha deliberatamente voluto cancellare un simbolo della natura selvaggia i cui equilibri garantiscono anche la nostra sopravvivenza"

La lince Sofia è stata uccisa da un bracconiere in Austria. La notizia arriva da Progetto lince Italia, che sui social ha raccontato lo spiacevole fatto. Questione sulla quale interviene ora anche Wwf Italia: "È un drammatico attacco all'azione di ricostruzione degli ecosistemi fondamentale per il nostro futuro sul Pianeta", viene premesso in un comunicato dell'associazione. 

La lince è il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale che si sta cercando di salvare dall’estinzione attraverso un programma di rafforzamento avvenuto la scorsa primavera denominato ULyCA. La lince Sofia era una femmina di 6 anni proveniente dal cantone del Giura, in Svizzera. Il suo nome era stato scelto dal Wwf Italia, uno dei partner che sostengono il progetto. 

"Non è stato solo ucciso in maniera barbara e crudele un animale protetto, ma qualcuno ha deliberatamente voluto cancellare un simbolo della natura selvaggia i cui equilibri garantiscono anche la nostra sopravvivenza – ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione del Wwf Italia -. Il progetto di reintroduzione delle linci sulle Alpi orientali rappresenta un primo importante passo verso un atteggiamento diverso della comunità umana verso la natura: non più distruggere ma iniziare a ricostruire la natura che abbiamo perso, degradato o distrutto".

"Con enormi sforzi - ha proseguito - stiamo aiutando una specie nei territori che gli appartenevano e da cui è stata in gran parte cacciata, in maniera aggressiva e miope. Il bracconiere che ha compiuto questo gesto ha colpito un importante progetto, che aveva visto la collaborazione di tutti gli attori locali per riportare questo magnifico ed importante animale nelle Alpi orientali". 

"Ma non sarà il piombo di un criminale a fermare il futuro della lince sulle Alpi - si è aggiunto Gianluca Catullo, responsabile Specie e habitat del Wwf  Italia-. Proseguiremo nella nostra collaborazione con i Carabinieri Forestali, i tecnici del Progetto Lince Italia e gli altri partner di progetto. Il rafforzamento della popolazione di lince nelle Alpi è un obiettivo troppo importante e per attuarlo serve la collaborazione a tutti i livelli. La tutela non deve avere confini, così come non ne ha la fauna che deve essere libera di spostarsi all’interno di corridoi faunistici sicuri". Il Wwf Italia, insieme agli altri uffici alpini, valuterà la possibilità di costituirsi parte civile nel processo che ne scaturirà.