La crisi ecologica, la crisi climatica, la necessità di proteggere la biodiversità, i progetti di nuove strutture o infrastrutture nelle aree montane impongono, anche al CAI,  il cambiamento dei temi al centro del proprio dibattito e le conseguenti prese di posizione. Significativa ad esempio la posizione della Commissione centrale tutela ambiente montano del CAI, in merito ai comprensori sciistici, che nel 2020 affermava in un suo documento: “Non ci sono le condizioni per ulteriori espansioni dei comprensori sciistici verso zone intatte e tantomeno all’interno delle aree protette a livello europeo o nazionale".

L'impegno del Cai per il ripristino degli ecosistemi montani

Anche quest'anno, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, che ricorre oggi 11 dicembre, il Club alpino italiano rilancia il tema scelto dalla FAO: "Ripristinare gli ecosistemi montani". Questa scelta mette in luce la volontà di includere pienamente le montagne nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, co-guidato dalla FAO e dal Programma ambientale delle Nazioni Unite.

Il valore degli ecosistemi montani 

Le montagne ricoprono circa il 27% della superficie terrestre e ospitano circa la metà degli hotspot di biodiversità del mondo, fornendo acqua dolce a circa la metà dell'umanità. Scrigni di biodiversità animale e vegetale, sono inoltre luoghi di multiculturalità dove convivono comunità con lingue e tradizioni diverse. Gli effetti del cambiamento climatico minacciano da tempo l'ambiente montano, che è particolarmente fragile. Crisi idrica e rapido aumento delle temperature costringono anche chi abita queste aree ad adattarsi o a migrare. Il Cai ha approfondito il tema nel 101° Congresso nazionale, (Roma, 25 e 26 novembre 2023).

Secondo il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, fino all'84% delle specie montane endemiche sono già a rischio di estinzione, mentre si prevede che specie animali e vegetali montane diminuiranno e probabilmente andranno incontro all'estinzione. Nonostante ciò i territori montani ospitano una varietà di ecosistemi che continuano a fornire servizi vitali, non solo al  miliardo di persone che li abitano, ma anche a una grandissima quantità di donne e uomini che vivono in aree pianeggianti e che usufruiscono dei servizi ecosistemici delle montagne. Inoltre, quando sono in buono stato di conservazione ed efficienti, gli ecosistemi montani mitigano gli impatti dei cambiamenti climatici e gli effetti ad essi correlati. La Giornata Internazionale della Montagna 2023 è quindi un'opportunità per aumentare la consapevolezza sull'importanza degli ecosistemi montani e richiedere soluzioni che rafforzino la resilienza, riducano la vulnerabilità e aumentino la capacità delle montagne di adattarsi alle minacce quotidiane e agli eventi climatici estremi. 

Il Cai e la "Citizen Science" 

Il 101° Congresso del Cai ha riservato una particolare attenzione al tema del ripristino degli ecosistemi montani, in particolare per quanto riguarda le modalità attraverso le quali chi frequenta le montagne può dare il proprio contributo per mitigare le conseguenze della crisi climatica e di attività umane. A questo proposito il Cai ritiene che, oltre a vivere la montagna in sicurezza e nel rispetto ambientale, il coinvolgimento delle persone nella raccolta di dati scientifici relativi all'ambiente, ovvero la "Citizen Science" (scienza partecipata), sia uno strumento utile per migliorare la consapevolezza sull'importanza della conservazione della biodiversità  e del ripristino degli ecosistemi dei territori montani e delle aree protette.  

Fonte: loscarpone.cai.it - 11 dicembre 2023