Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Antonio (Toni) Negri con queste parole di Angelo D'Orsi che condividiamo.
Se ne vanno le teste pensanti, una dopo l'altra, da questo paese, in particolare della Sinistra (ma dove sono le teste pensanti della Destra?), e ad ogni morte la speranza di una nuova "italian renaissance", impallidisce, fino a morire a sua volta.
Non abbiamo ancora superato la scomparsa di Domenico Losurdo, e quelle recenti di Gianni Vattimo e di Mario Tronti, e ora si aggiunge al mesto elenco Antonio Negri, Toni per gli amici e soprattutto i compagni. E Toni Negri era davvero, orgogliosamente, un "compagno", un compagno da cui imparare anche nel dissenso, che nel mio caso, era profondo, ma discutere con lui era una esperienza di quelle che non si possono obliterare.
Eppure vorrei ricordare che prima di essere un teorico dell'autonomia operaia, prima di essere il temerario esaltatore della bellezza delle "moltitudini" in lotta, prima di essere il pensatore della violenza inevitabile e necessaria, e il gelido dottrinario della lotta armata, Antonio Negri è stato uno studioso di teoria e filosofia politica di altissimo livello. I suoi libri su Spinoza, Cartesio, Hegel, Marx, le sue innumerevoli riflessioni sulla forma-Stato (non dimentichiamo che la sua cattedra padovana era di "Dottrina dello Stato", disciplina ormai dismessa quasi ovunque in Italia), sono altrettanti capitoli di una elaborazione che ha pochi eguali non solo in Italia, ma internazionalmente.
E la tarda opera, "Impero", firmata a quattro mani con Michael Hardt, all'inizio del nuovo millennio, è stato molto probabilmente il primo, acuto e aggiungo geniale (ancorché discutibile) affresco che quasi profeticamente dipingeva il mondo al trapassar del secolo, con le sue drammatiche contraddizioni, i guasti orribili del neoliberismo e dell'egemonia occidentale, il volto truce, sul piano economico, sociale, culturale e soprattutto militare, e le speranze del cambiamento, anzi del rovesciamento del (dis)ordine costituito.
Studioso di altissimo livello, militante coerente fino all'estremo (il carcere, l'esilio), e innovatore teorico in seno alla dottrina comunista, Negri ha segnato un'orma possente, che non si può ignorare né cancellare, che si condividano in tutto o in parte o per nulla le sue posizioni. Solo gli stolti politicanti, i giornalisti ignoranti e le persone in malafede, possono liquidare un personaggio dalla statura siffatta, come il "cattivo maestro" che ha "inventato" il terrorismo politico di sinistra.
(Facebook - Angelo D'Orsi)


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