SPV, INAUGURATO IL TRATTO MALO – MONTECCHIO MAGGIORE MA IL BUCO DA 60 MILIONI CAUSATO DA QUESTA OPERA LO PAGHERANNO I VENETI CON I TAGLI ALLA SANITA’

Oggi Zaia ha inaugurato il tratto della SPV Malo – Montecchio Maggiore, anche se manca all’appello il casello di entrata con la A4 causa di futuri sicuri intasamenti di traffico nella zona di Montecchio Maggiore.

Ma Zaia oggi si è ben guardato dal ricordare che nel bilancio appena votato dal Consiglio regionale del Veneto, approvato con legge da lui sottoscritta, c’è un buco causato dalla Superstrada Pedemontana Veneta che fa tremare i polsi pari a 60 milioni di euro in soli tre anni.

Nel 2017 Zaia sottoscrisse con il privato SIS che sta realizzando l’opera, una convenzione tutta a favore di questa società alla quale la Regione versa un canone annuo di circa 300 milioni per 39 anni, totale 12 miliardi, mentre la Regione incassa i pedaggi.

Il problema sta nel fatto che la Superstrada Pedemontana Veneta è tra le più care d’Italia e i veicoli che la percorrono sono scarsi. Perciò ora i conti sono in rosso con poche entrate nelle casse regionali da pedaggi e un canone annuo che la regione invece deve sborsare al privato ogni anno.

Dagli incassi registrati nel 2023, circa 65 milioni, è verosimile che a fronte di un’uscita media da canone annuo di più di 300 milioni le entrate da pedaggio ora che è stato aperto l’ultimo tratto, difficilmente arriveranno ai 100 milioni l’anno!

La differenza la pagheranno i veneti con tagli alla sanità, trasporti pubblici, messa in sicurezza delle strade, ecc.

Andrea Zanoni